Questa storia inizia molti anni fa a Cloz in Val di Non, ampia e verde vallata del Trentino.

Era infatti il finire dell’Ottocento quando l’orologio del campanile di Cloz si fermò e un intraprendente ragazzo del luogo lo trasportò nel fienile della propria casa. I fienili di allora erano molto alti e permettevano ai contrappesi in pietra dell’orologio da torre, assicurati ad una fune di pelle intrecciata, di garantire il movimento dell’orologio per molte ore. Dopo pazienti tentativi l’orologio fu riparato e tornò a scandire le ore sul campanile. Questo evento fece nascere nel giovane Attilio Zanoni la determinazione di intraprendere l’affascinante mestiere di orologiaio. Per procurarsi il denaro necessario a dare la possibilità al giovanotto di andare a bottega presso i maestri orologiai Pasini di Trento, il padre Innocente dovette vendere un pezzo di campagna.

Nel 1892, anno che vede anche la nascita a Fondo, a pochi chilometri da Cloz, dell’artista futurista Fortunato Depero, Attilio iniziò la propria attività, per i primi tempi in una stanza dell’abitazione (la stua), più tardi in un negozietto. A 36 anni la leva di massa per la Prima Guerra Mondiale lo portò via e non si seppe più nulla di lui. Sua moglie Edvige continuò a portare avanti l’azienda, per mantenere se stessa e i suoi 7 figli.

Nel 1925 uno di questi, Tullio, iniziò l’apprendistato a Trento presso l’orologeria oreficeria Zanetti e si perfezionò nel 1928 presso il maestro orologiaio Toller. Nel 1929 iniziò l’attività a Cloz e nel 1953 aprì una filiale a Fondo.

Tullio tramandò la propria conoscenza al primogenito Giuliano, che dal 1962 si perfezionò per quanto riguarda l’orologeria elettronica presso il centro di Maren in Svizzera e l’orologeria meccanica presso il laboratorio-scuola Omega di Torino.

Oggi l’attività di orologeria di Giuliano Zanoni continua nella sede di Fondo. Insieme a lui la moglie Eleonora e il figlio Lorenzo. Per offrire ai propri clienti un servizio ulteriore, dal 1986 il negozio è anche ottica.

Appartenere alla quarta generazione di un’antica famiglia di gioiellieri ed orologiai è una responsabilità e Lorenzo ha raccolto la sfida: non solo ha imparato a riparare artigianalmente gli orologi antichi dal nonno Tullio e, come la madre, si è diplomato ottico, ma ha anche voluto dare una marcia in più alla professione. Si è specializzato nell’analisi delle pietre preziose presso la più prestigiosa scuola a livello mondiale per la classificazione e il riconoscimento delle pietre preziose, il Gemological Institute of America di New York, nel celebre Diamond District, zona internazionale per eccellenza del commercio dei brillanti e delle pietre di colore.

Al team si è aggiunta da poco anche la secondogenita di Giuliano, Chiara. Dopo più di un secolo troviamo la prima Zanoni donna, una figura fresca, innovativa e giovane. Inizia così una nuova avventura, che culmina con l’apertura, nel maggio del 2015, di un punto vendita nel centro storico di Cles, come aveva già sognato nonno Tullio. ZANONI&Ch. è una nuova esperienza che vuole coniugare la tradizione della famiglia in questo ambito così affascinante e l’innovazione portata dall’impegno dei due giovani fratelli Zanoni.

Insomma, Zanoni nel segno della tradizione, ma anche dell’innovazione e della sperimentazione. L’esperienza e la voglia di stupire hanno raggiunto il culmine nel 2010, quando è stato inaugurata l’opera d’arte al centro della nuova piazza del paese di Fondo: un idroconometro funzionante esclusivamente grazie al movimento dell’acqua. Giuliano cullava da molti anni il sogno di replicare l’orologio ad acqua del giardino di Villa Borghese di Roma, e, grazie all’aiuto dell’abile artigiano mantovano Alberto Gorla, è riuscito a progettare e realizzare qualcosa di unico. Non solo un orologio. L’acqua, elemento di cui è ricca la Val di Non, muove quattro differenti meccanismi che si riflettono sui quattro quadranti della torretta: l’orologio, il calendario, le fasi lunari e i segni zoodiacali. Anche la suoneria a carillon ed un piccolo automa funzionano grazie all’acqua. Un pezzo unico, che ha suscitato l’interesse dei maggiori esperti di orologeria.

Chissà se Attilio immaginava che la sua arte potesse continuare per generazioni nella stessa famiglia fino a ben oltre il 2000…